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Evidenze Storiche:
Il Passo Gries (2479 m) mette in comunicazione la Val Formazza con l'Alto Vallese.
E' un'ampia sella che si apre tra il Blinnenhorn (3374 m) e il Corno Gries (2929 m).
Dal piano di Riale, poco sopra la Cascata del Toce, si risalgono gli estesi pascoli di Bettelmatt (il "prato dei mendicanti" della toponomastica walser) per raggiungere il valico camminando per praterie alpine, giogaie e lingue di neve. Ambiente alpino, montagna vera e ancora pulita con i boschi di larice come macchie in fondo alla valle.
Dal Gries si scende agevolmente ad Ulrichen nel Goms, l'altipiano ai piedi della Furka che fu la culla delle migrazioni walser. Risalendo il versante opposto della valle si supera il Passo Grimsel per penetrare quindi nelle valli della Svizzera centrale.
Per secoli questo itinerario fu la via più diretta tra la Lombardia e Berna e la strada preferita dai "Lampert", i mercanti lombardi che proiettavano i loro traffici verso il mondo tedesco. Siamo nel cuore delle Alpi.
Poco distante è il Gottardo da cui quattro fiumi (il Rodano, il Reno, la Reuss e il Ticino) scendono "ai quattro angoli del mondo"".

La storia del Gries è emblematica di come i passi alpini furono sempre il nodo di intensi scambi e oggetto di appetiti politici di signorie feudali ed ecclesiastiche attestate ai piedi delle montagne. La transitabilità carovaniera e il controllo dei valichi fu sempre garantita nonostante gli avvicendamenti climatici, le tempeste politiche, le guerre e le epidemie. Quasi "zone franche" in lunghi secoli di incertezza e di violenza.

Già nel 1397 si incontrarono a Munster, borgo dell'Alto Vallese tra Gries e Grimsel, i rappresentanti di Berna, gli uomini del Goms e quelli di Formazza per stipulare un contratto che garantisse la transitabilità della strada commerciale attraverso i valichi del Gries e del Grimsel. Una carovaniera alpina tra Berna e Milano.

Ancora nel XIX secolo, ricorda W.A.B. Coolidge, "il passo del Gries è molto agevole ed è percorso da cavalli e bestiame".
Anche durante la "piccola età glaciale" che investì le Alpi dal XVI al XIX secolo, il valico fu intensamente frequentato: lastre di pietra erano poste sul ghiacciaio per permettere un cammino sicuro ai cavalli, mentre pali di legno segnalavano la via in caso di scarsa visibilità.

Alla metà del XVII secolo, negli anni di massima espansione glaciale, ogni estate il Gries era percorso anche da 100 muli al giorno carichi di vino, sale, segale e frumento, riso, sete e spezie. Soprattutto il vino, di cui la Val d'Ossola era una forte produttrice, era la merce richiesta dai mercati d'oltralpe.
Nel 1654 nelle capaci cantine di Formazza erano conservate contemporaneamente 2.000 brente di vino equivalenti a oltre 110.000 litri. Il flusso commerciale verso sud portava sui mercati italiani bestiame, trementina, pelli e lana oltre ad oggetti di artigianato.
In primavera ed in autunno i "Pomatter", gli uomini di Formazza, valicavano il Gries per recarsi alla fiera di Meiringen, in valle di Goms, per acquistare capi di bestiame e attrezzi da lavoro. Non solo commerci, ma anche eserciti ed epidemie.
Così nel XV secolo soldati svizzeri scesero a più riprese dal Gries in Val d'Ossola durante le contese che opposero il Ducato di Milano ai signori del Vallese. Furono scorrerie violente e disastrose che si conclusero solo con la battaglia di Crevoladossola del 1487.

Il Gries fu chiuso più volte durante le epidemie di peste del 1581 e del 1597, ma spesso i mercanti locali elusero i divieti per non rompere lucrosi contratti commerciali.
Nel 1612, proprio transitando dal Gries due fratelli valsesiani portarono il morbo in Formazza e da lì si diffuse in tutta l'Ossola.

Per oltre cinque secoli il Gries fu anche valicato all'inizio dell'estate dalle mandrie di Niederwald che, con un viaggio di 60 km, inalpavano a Bettelmatt.
Finché, agli inizi dell'Ottocento, l'alpeggio fu acquistato da allevatori formazzini ed ancora oggi produce quel formaggio grasso (il "Bettelmatt") famoso perché prodotto con il latte munto ai pascoli alti.

Con il Sempione e il Gottardo, il Gries fu il cuore della viabilità medioevale e rinascimentale nelle Alpi centrali.
Il suo declino cominciò agli inizi del XIX secolo con l'apertura della strada napoleonica del Sempione e proseguì fino al 1882 quando l'apertura del traforo ferroviario del Gottardo concluse le fortune di questo valico.




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